Cosi come l’avete conosciuto fino ad oggi questo blog non c’è più. Ci vediamo sul nuovo www.danilobazzani.com.
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Cosi come l’avete conosciuto fino ad oggi questo blog non c’è più. Ci vediamo sul nuovo www.danilobazzani.com.
Ritratti quotidiniani per Justin Ouellette su http://chromogenic.net/.
Lo so, è un luogo comune – tutto italiano – quello di collegare il Gospel solo al Natale… perchè il termine Gospel si riferisce alla musica religiosa che nasce dalla tradizione degli inni metodisti: una musica per tutto l’anno!
Ma che ci volete fare, gli amici di Little David in questo periodo sono pieni di impegni. Ci si vede sabato 15 Dicembre a Baranzate…
Ricordate Davide Mengacci? Si proprio lui, l’ironico conduttore di Scene da un matrimonio (l’unica trasmissione alla quale avrei partecipato anche io, e a gratis! L’apoteosi del kitch)?
Dovete sapere che Davide Mengacci è tra i più grandi interpreti italiani di fotografia… l’oggetto delle sue opere? Uno su tutti: Milano.
Oggi sfogliando uno dei suoi libri ho ri-capito cos’è la fotografia: http://www.sugimotohiroshi.com/.
Ah povero Lambro!
Il suo nome in latino significa chiaro, cioè “fiume dalle acque limpide“, il che doveva essere vero solo anticamente, essendo a tutt’oggi lo stesso fiume uno dei più inquinati d’Italia. Le limpide acque del Ghisallo già a Monza sono definite scadenti e dopo aver raccolto la fogna di Milano sono pessime.
[il Lambro su Wikipedia, fonte della citazione]
Il cirillico non lo leggo, ma le foto sono belle: http://ak-bara.livejournal.com/
Stufi della vostra artrezzatura perfetta, delle vostre foto da milioni di pixel che vi delude se la vedete ingrandita sul vostro schermo da 30 pollici? Forse è venuto il momento di tornare all’antico e affascinante mondo della Lomografia con Diana+.
Michele Falzone è partito da Milano per fotografare il mondo. Beato lui!
Da Wikipedia:
La riedificazione del Duomo, nelle forme come lo vediamo noi oggi, risale al 1300, quando l’arciprete Avvocato degli Avvocati, nell’anno del primo giubileo della storia della cristianità, depone la prima pietra del nuovo tempio.
Il Duomo, sin dalla sua fondazione da parte della Regina Teodolinda, è retto da un arciprete che, per antiche concessioni papali, è equiparato ad un vescovo.
Alle porte di Milano, in località Caleppio di Settala, tra una industria, un cavalcavia, una perenne, disordinata, rumorosa fila di automobili e camion puzzolenti è possibile ammirare anche questo campo di pace.
Non sentite il silenzio interrotto solo dal cinguettare degli uccellini e dallo squittire degli scoiattoli… mmm, forse non erano scoiattoli ma pantegane. Enormi pantegane in lite perenne con le barbare nutrie. Un po’ come gli autisti dietro di me.
O dovevo scrivere “Looking 4 a Name” o ancora L4aN?
Già il nome della band è tutto un programma, se poi aggiungete che il loro primo album Tetragram è uscito prima negli Stati Uniti e poi qui da noi in Italia (sarà in vendita in Italia a partire dal 12 Novembre), capite perchè sono i degni eredi di quella band anni ‘70 chiamata PFM (Premiata Forneria Marconi, non please fuck me come erano soliti raccontare… ma questa è un’altra storia).
A Francesco “chitarra e voce” Panico, Larsen “tastiera” Premoli, Deneb “batteria” Bucella e al bravo Federico “basso” Ghioni noi dedichiamo un ritratto, uno alla settimana, cosi per gioco e perchè la loro musica piace, anzi no! Ci piace un bel po’ .
Oggi niente fotografia, ma un libro: Un giro di valzer con Dio. Un bel libro scritto per chi crede che la vita è tutta un desiderio.

APOCALYPSIS IOANNIS (5, 9-10)
9 Et cantant novum canticum dicentes:
“ Dignus es accipere librum
et aperire signacula eius,
quoniam occisus es et redemisti Deo in sanguine tuo
ex omni tribu et lingua et populo et natione;
10 et fecisti eos Deo nostro regnum et sacerdotes,
et regnabunt super terram ”.
APOCALISSE DI GIOVANNI (5, 9-10)
9 Cantavano un canto nuovo:
“Tu sei degno di prendere il libro
e di aprirne i sigilli,
perché sei stato immolato
e hai riscattato per Dio con il tuo sangue
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione
10 e li hai costituiti per il nostro Dio
un regno di sacerdoti
e regneranno sopra la terra”.
Da questo reportage, oggi una immagine speciale (1600×1200)… Per ricordarci sempre cosa ci aspetta oltre la staccionata. Un abbraccio a chi capirà senza domandare e continuerà a capire…
Poche parole per Candido Bereghetti, che espone in rete pochi suoi scatti, ma che fanno capire di che pasta è fatto. Che invidia!
…
La vœuja d’on Natal come ona vòlta,
con tanti vos che riven de lontan,
come in d’on sògn…
…
da una Poesia di Marco Candiani
NB Con oggi ho finito gli acquisti per il Natale prossimo… solo 3 mesi e una settimana di anticipo!
“La luce può trasformare un soggetto banale e comune in un’immagine straordinaria”. Gaudenzio Luciano
Il fotografo naturalista Luciano Gaudenzio è capace di bellissimi paesaggi naturalistici ma anche di sintetizzare l’essenza della fotografia, che significa etimologicamente disegnare con la luce (da PHOS – genit. PHOTOS – luce e GRAPHIA – da GRAPHO – disegno).
Ecco, ti raggiungo a fine agosto
e già nel tuo sguardo leggo
l’inizio dell’autunno.
Gli alberi senza foglie
l’erba secca, ingiallita
il sentiero ricoperto
dalle spine, dall’ortica.
C’è tristezza nel grido
tardivo degli uccelli.
Appaiono stanchi e svogliati
come se volassero nell’acqua
per questo muovo i passi
con prudenza, a rilento.
Mi affaccio in un luogo segreto
ma allargato allo sguardo
alle mani degli altri
alle braccia di tutti
al volto esteso
millenario del mondo.
Alessio Brandolini
Poesie della terra
LietoColle, Faloppio (Como), 2004
Roberto Bocaccino non ha vinto il concorso del National Geographic Italia – Sezione Reportage, però
“PERÒ… le foto che ho inviato per la categoria reportage (quelle dell’ex ospedale psichiatrico di reggio emilia) sono state inserite tra i lavori migliori. tra i secondi posti. so’ soddisfazioni“.
scrive sul suo blog. A me il suo reportage (qui la versione completa) è piaciuta. Come mi sono piaciute molte delle fotografie pubblicate sul suo nuovo sito.
A Corneliano Bertario a partire da questa sera 7 Settebre il passato riprende vita con il Palio: un intero paese mette in scena due giorni mediovali lungo le strade del borgo…
…artisti e trovatori e venditori e antichi mestierianti…
…e dame, belle e ambite, e cavalieri, che si sfideranno per ottenere gloria e i favori del signore locale.

A Corneliano Bertario a partire dal 7 Settebre il passato riprende vita con il Palio: un intero paese mette in scena due giorni mediovali lungo le strade del borgo…
…lungo le strade del borgo artisti e trovatori e venditori e antichi mestierianti…

A Corneliano Bertario a partire dal 7 Settebre il passato riprende vita con il Palio: un intero paese mette in scena due giorni mediovali lungo le strade del borgo.
“When I started Ashes and Snow in 1992, I set out to explore the relationship between man and animal from the inside out” Gregory Colbert
Leggete questo articolo del bravo Bruno Giussani, poi guardate Ashes and Snow. Forse smetterete di fare fotografia, forse. Forse non smetterete di guardare.
Il mio progetto “Il duomo di Milano, i turisti, la città” è pubblicato su Mokaweb. Mokaweb è un moderno caffè artistico (fotografia, musica e letteratura) nel quale è dato spazio a giovani – e a meno giovani – artisti emergenti.
Per una volta mi cito da solo: l’Oratorio di San Biagio.
L’oratorio di San Biagio era la mia meta preferita quando da ragazzino fuggivo da casa a caccia di avventura. Si sa, ai bambini basta poco per trovare l’avventura: in estate, lungo la Muzza, tra i campi come un novello Tom Sawyer.
“Ecco!” “Cosa?” “La! di fronte a noi …” “ma non vedo niente, solo granoturco e erbaccia” “… sopra! Sei alta un metro e un cacio, lasciati alzare” “Eih! mi fai il solletico… ohh!”
In fondo tutti hanno avuto la loro Becky Thatcher, pochi una grotta. Io, andavo all’Oratorio.
La notizia è di qualche giorno fà, ma racconta la storia di un noto pittore che si finge artista di strada, e tale viene considerato, anche economicamente, da tutti.
Oggi niente fotografo ma omaggiamo Il Pittore (non a caso coll’articolo e la P maiuscola) Daniel Richter.
Un anno domani, scompariva Joe Rosenthal l’autore di questa fotografia.
Se volete riscoprire la storia delle case popolari del 900, non potete non guardare il lavoro di Silvio Mencarelli realizzato per il centenario dell’ente gestore romano. Qui un assaggio.
Da domani, non andiamo in vacanza!
I pesci non sono fatti per vivere rinchiusi. L’acquario ti cambia dentro.
In conpenso potete utilizzare Nemo (che con gioia si è prestato come modello, anche se è un po’ vergognoso) come sfondo del vostro video.
Scusate non resisto: “Elton, sei una testa vuota”!
Perchè una stronzata come questa riportata dal Corriere della Sera merita una poderosa pernacchia.
Se volete imparare a scattare qualche foto che non sia la solita foto ricordo, quindi un po’ meglio di come faccio io, potete leggere le pagine di Nadir che ormai da dieci anni dispensa consigli, idee sulla e per la fotografia. Il sito di Nadir è stato inventato ed è curato da Rino Giardiello, architetto, editore, stampatore e naturalmente fotografo. Qui la sua piccola galleria, da sempre in attesa di altri capolavori, ma comunque fonte d’ispirazione.
Già GrandPrix 1992 e Gold Award Kodak 1996, il chiggiano-milanese Franco Donaggio.
Oggi sono di corsa… David and Libby Nightingale.
Allons enfants de la Patrie,
Le jour de gloire est arrivé !
Contre nous de la tyrannie,
L’étendard sanglant est levé, (bis)
Entendez-vous dans les campagnes
Mugir ces féroces soldats ?
Ils viennent jusque dans vos bras
Egorger vos fils et vos compagnes !
Refrain: Aux armes, citoyens,
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons !
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons !
Nel 1792, in seguito alla dichiarazione di guerra del Re all’Austria, un ufficiale francese alloggiato a Strasburgo, Ruoget de Lisle, scrive, nella notte tra il 25 e il 26 aprile, un “Canto di guerra per l’armata del Reno”. Il canto è ripreso dai federati di Marsiglia che partecipano all’insurrezione delle Tuileries il 10 agosto 1792. Il suo successo è tale che è dichiarato canto nazionale il 14 luglio 1795. Dopo varie proibizioni e riabilitazioni, è ripristinato quale inno nazionale durante la III Repubblica (1879). Il 14 luglio 1915 le ceneri di Ruoget de Lisle sono trasferite agli Invalidi. Le costituzioni del 1946 e del 1958 ne ribadiscono il carattere di inno nazionale.
Avanti figli della patria
il dì glorioso arrivò.
Contro noi la tirrannia
lo stendardo cruento levò! (bis)
Sentite voi nelle campagne
feroci soldati gridar?
verranno certo fino a qui
a sgozzarvi i figli e le compagne.
Ritornello: All’armi cittadin!
Formate i battaglion!
Marciam, marciam
un sangue impur
i solchi bagna già!
E la foto? La trovate qui.
L’alba sale sull’Oratorio di San Biagio, cosi chiamava il grande vecchio la chiesa. Ecco come la descrivono su Vasentiero:
Di questa chiesa non si sa molto. Anzi, fino a qualche anno fa, era quasi sconosciuta, anche agli studiosi. La sua posizione è appartata, in mezzo alle campagne sulla sponda destra dell’Adda, fra Melzo e Paullo, in territorio di Comazzo. La nebbia forse, le faccende dei campi nella vicina cascina o il fatto che non ci sia mai stato un cartello, l’hanno celata agli occhi dei più, non a quelli dei paesani però che vi convenivano spesso a venerare un crocifisso ritenuto miracoloso.
Eppure la chiesa di San Biagio è sorprendente perché non è come le altre dei paesi vicini. Ha una forma strana, di essa si apprezza la griffe dell’architetto famoso. Nessuno ha il coraggio di pronunciare il nome di Donato Bramante (chi ce l’avrebbe mandato in questa desolata campagna?), eppure quell’alto tiburio a otto lati, quelle due absidiole poligonali attaccate ai lati, e soprattutto quegli arconi sulla base quadrata, fanno ricordare la tribuna bramantesca di Santa Maria delle Grazie a Milano. L’edificio sposa l’armonia delle forme con la rudezza della materia. Il suo corpo è scarnificato, senza intonaco. Spicca la vivida cromia del mattone che s’imparenta con le tegole dei tetti. Un tocco pittorico se ciò non rivelasse l’estremo stato di abbandono di San Biagio. Ci vorrebbero restauri, più sostanziosi dei pochi che sono stati fatti finora. Peccato vederla così afflitta.
Wildlife Photographer (Fotografo della Natura) è un premio di fotografia naturale del Natural History Museum inglese.
Manuel Presti è stato Wildlife Photographer 2005. Potrei fermarmi qui, oppure potrei aggiungere che Manuel Presti è il solo italiano ad aver vinto quel premio, che la fotografia con cui ha vinto è di una bellezza senza tempo, che è stata scattata sottocasa, a Roma, città in cui è nato, vive ed espone.
Oggi Manuel Presti continua a scattare, espone digitalmente qui, pubblica libri, scatta anche per il National Geographic, per Canon, per TuttiFotografi, insomma fa il Fotografo, con la F maiuscola.
Se siete a Roma non potete perdervi “Impulsi e Sfumature” – una proiezione fotografica di Manuel Presti il 14 Luglio 2007 ore 20:30 presso Officine Cinema Bistrot – via del Pigneto, 215 – Roma.
Tina Modotti, fotografa, attrice e per un breve periodo amante del messicano Diego Rivera. Quest’ultimo è il più grande muralista di tutti i tempi. Il giovane Rivera a Parigi entra in contatto con il movimento cubista ma rientrato in Messico sviluppa il suo personalissimo stile nel quale le persone umili sono collocate in un contesto politico. Numerose e contestate, per il loro tono realmente comunista (nessuno è perfetto), le sue opere anche negli Stati Uniti.
Scrittore e fotografo. Un sito un po’ confuso, ma fotografie splendide.
Leggi i miei post con un lettore di RSS?
Da oggi, il nuovo indirizzo dei miei feed è http://feeds.feedburner.com/addendum. Dai! Su! cambia il riferimento nel tuo lettore…
Non sai cosa sono gli RSS e i feed? Non essere pigro e dai una occhiata qui.
Cosi la Provincia di Lodi ricordava Gianni Vigorelli, a cui molti a Lodi e dintorni devono molto:
Nato nel 1916 e morto a Lodi nel 1998. Diplomato all’Accademia di Brera allievo di Francesco Messina. Ricco di sensibilità, inquieto, mai soddisfatto del suo lavoro è stato uno scultore di grande respiro e qualità con un linguaggio distintivo teso a evitare anonimia e convenzionalismo. Importanti per intensità di sentimento le ‘madonne delle maternità dallo sguardo perentorio in postura seduta nello schema eretto che vincola il bambino alla madre. Altrettanto importante è la ritrattistica come l’erma in terracotta della moglie Lucilla qui rappresentata. Negli anni Sessanta in Vigorelli interviene una svolta di geometrica essenzialità con una stilizzazione sintetica di orientamento plastico-architettonico. Suo è il monumento celebrativo della resistenza del 1967 in piazza Medaglie d’Oro a Lodi.
This is what I see every day commuting to and from work.
Bravò! Travis Ruse.
Dj Woland & Dj Piccarda vi ubriacheranno di casualità e avanguardia webradiofonica condita con sano non-sense e anche un po’ di musica. (…) Sempre in viaggio, sempre in compagnia di quartieri e bicocche varie in incontri con culture e realtà sempre diverse in situazioni psicotrofiche ed ebbre.
Cosi si presentano DJ Woland e DJ Piccarda (un imprenditore in stile Silicon Valley e un economista di grido, tipo Modigliani) che animano Helzapoppin su B-Radio, la radio della Bicocca, il lunedì sera dalle 19. Fiorello? Mah va lah! Roba da vecchi!
…ma qualcuno di voi sa cos’è l’Helzapoppin? All’inizio era il titolo di un film (altra vecchia introvabile genialata!), poi è diventato il nome con cui identificare un intero genere cinematografico che nei Monty Python ed in Mel Brooks (prima di incontrare Ezio Greggio) trova i suoi massimi esponenti. Il genere mescola le carte della comicità in maniera tale da far perdere qualsivoglia importanza alla trama in quanto tale per focalizzarsi interamente sulle gag e sulle singole situazioni; in generale i film ad esso appartenenti sono degli incredibili minestroni, dei circhi confusi e confusionari in cui alla fin fine sembra quasi impossibile trovare alcun significato che vada oltre il divertimento fine a sè stesso!
Certamente è giapponese e si firma solo come 1965cc. Un fotoblog per le immagini in bianco e nero e uno per le fotografie a colori.
Dalla Russia (più o meno) con furore: Dmitri Goutnik.
Questa fotografia in particolare mi fa accapponare la pelle (dalla bellezza, neh!): Mike Hudson, razionalista neozelandese.
Kenny Weng, danese, il miglior fotoblogger europeo: moodaholic. Il suo archivio qui.
Raccontare una storia e un luogo con una dozzina di immagini è difficile. Scrive il National Geographic: il reportage è una sfida da professionisti. Oggi (prima di partire per una decina di giorni – le foto non mancheranno, le risposte alle mail si!) vi propongo la sfida che ho raccolto: farvi conoscere il canale Vacchelli e i suoi campi, nel tratto che và da Spino d’Adda a Nosadello.
Lungo il canale Vacchelli
New York vista e fotografata da un newyorker: Matthew Powell

Rinviamo continuamente l’istante
in cui non ci incontreremo in nessun luogo.
Nel frattempo ridiamo molte volte
di tante cose della nostra vita,
e a volte piangiamo soli, di nascosto,
per ciò che non ritornerà mai più.
Rinvii, Titos Patrikios. Traduzione di Nicola Crocetti
Un’antologia di poesie di Titos Patrikios
sarà pubblicata nel corso del 2007 da Crocetti Editore.
Oggi esageriamo, ne mettiamo un’altra… E con la seconda di queste pubblicate qualche giorno addietro ho vinto un concorso.
…tra le alte cose, il 19 Maggio si apre la mostra Genesi di Sebastiao Salgado al Forma in piazza Tito Lucrezio Caro, 1.
Gli anni ‘70 vi sono rimasti nel cuore? Pantaloni a zampa, pettinature cotonate e musica dance sono il vostro pane quotidiano? Domani al Ripa90 si esibiscono i Celebration capaci di far rivivere quei momenti indimenticabili…
Durante la guerra del Vietnam, 58.226 americani vennero uccisi in azione o classificati come dispersi in azione. Altri 153.303 vennero feriti, dando un totale di 211.529. Anche gli alleati degli americani subirono perdite: l’Australia perse quasi 500 uomini e 2.400 feriti; la Nuova Zelanda ebbe 38 morti e 187 feriti; la Thailandia ebbe 351 vittime…
Il 3 aprile 1995, il Vietnam ha rilasciato delle cifre che parlano di un milione di “militari” vietnamiti e 4 milioni di civili uccisi durante la guerra.
Charlie è sopravissuto alla guerra del Vietnam e vive felicemente(?) in Iraq.
Margherita Margot Errante, bagna il naso a molti. 29 anni, sei lingue (cosa inconcepibile per chi ne parla solo due, generalmente male…) e delle splendide fotografie. Le trovate qui.
24, LA native, SF at heart, relocated to MI for vet school. Veterinary student by day and photographer the rest of the time, saving the world one doggy at a time.
Lo studente di veterinaria e fotografo Nate Lam.
Roberto Bianchi: i paesaggi di acqua e roccia sono da manuale.
Ricordate i piccoli diavoli? Spero di si! Dovete anche sapere che non cantano mai da soli, ma sono sempre guardati a vista da… piccoli angeli.
Il coro Little David – due maestri (Roberto Testa e Fabio Bianchi), un pianoforte, un violino, trenta voci vivaci – si esibisce Sabato 14 Aprile alle 21 a Santa Giustina in Affori, Milano. La serata non costa nulla (cosi anche se siete tirchi non avete scuse), è per una buona causa (cosi potreste scoprirvi più buoni) e soprattutto si ascolta della buona musica…
Ecco la locandina dell’evento che contiene tutte, ma proprio tutte, le informazioni necessarie:
Dove andiamo oggi? A Bologna per la mostra di Aurelio Amendola (fino al 31 marzo, presso il TA MATETE, Libreria e Living Gallery FMR in via Santo Stefano 17/A, a Bologna). Poche le immagini del fotografo in rete. Potreste pensare di comprare il suo libro più bello: San Pietro di Aurelio Amendola.
Francese, bianchi e neri, 6×6: Gerard Laurenceau.
Leviamoci il cappello!
[Kumba] Decise infine di affidarsi al responso degli anziani ma da quel giorno e fino a oggi gli anziani sono riuniti sotto l’albero dei discorsi per decidere… Di chi sarà sposa Kumba?
Di chi sarà sposa Kumba? – Favola Africana
A volte l’Africa si trasferisce sotto casa… non rimane che sedersi sotto l’albero dei discorsi per dedcidere…
PS La favola africana è nota (Google è amico…) ed è stata anche pubblicata da con le illustrazioni di Chiara Carrer. A Milano (Via del Lauro 10 – Nuages) fino a metà Marzo ci sarà la mostra con le sue illustrazioni dedicate a Il Gigante egoista di Wilde.
Oggi leviamo il cappello davanti al giornalista, fotografo e reporter di guerra Livio Senigallesi.
“Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero.
Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!”
E rise ancora.
“E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo.
Allora tu dirai: “Si, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo. “T’avrò fatto un brutto scherzo…”
E rise ancora.
“Sarà come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere…”
Il piccolo principe (capitolo XXVI) di Antoine de Saint-Exupéry
—
Poiche L’essenziale è invisibile agli occhi ecco la mia foto originale…
Tutto sommato, Io non vedo la differenza, voi?
Le stelle sono state fotografate da Robert Gendler (favoloso astrofotografo). La sua foto potete trovarla qui.
Vaila oltre che golosa, come il cavallo, e curiosa, come il delfino, è terribilmente dispettosa! Eccola ripresa mentre cercavo di bilanciare il bianco in studio.
Questa foto si è classificata seconda al Concorso #10 – Amici a quattro zampe organizzato da Focontest.it.
Se amate il gospel dovreste ascoltare il coro Little David di Affori, Milano. Diretto dal maestro Testa, composto da oltre trenta voci, ha programmato una grande esibizione Sabato 14 Aprile 2007 presso la Parrocchia San Giustina in Piazza San Giustina 15, Milano.
Il loro sito qui.
Aggiornamento Il 14 Aprile 2007 alle ore 21 il concerto festeggierà il decennale del Coro Little David e per presentare l’Associazione Fidarsi della Vita.
A saudade, a dor mais pura,
tão pura fica ao chorar,
que o seu pranto transfigura
a morte, que é noite escura,
numa noite de luar.
Saudade – Luis Carlos – poeta brasiliano
La saudade, il dolore più puro,
è così puro quando piange,
che il suo pianto trasfigura
la morte che è notte scura
in una notte di luna
Tradotto da Christiana de Caldas Brito
ERMIONE – (…) Siediti qui,
accanto a me, e raccontami una favola.
MAMILIO – Allegra o triste? Come la volete?
ERMIONE – Allegra, allegra! Più allegra che puoi
MAMILIO – Per l’inverno, però, meglio una triste.
Ne so una di spiriti e folletti.
ERMIONE – Sentiamo allora quella, signorino
Su, vieni, siediti e fa’ del tuo meglio
per spaventami con questi tuoi spiriti,
ché in ciò tu sei davvero molto bravo…
MAMILIO – C’era una volta un uomo…
Racconto d’inverno – W. Shakespeare